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Agricoltura

Il paesaggio agrario è l’impronta fondamentale di questo Ecomuseo, fuso con il reticolo idrografico naturale ed artificiale, che ne caratterizza l’immagine. I campi baulati e  le roggie, le coltivazioni di mais o di frumento o ancora i prati di erba medica o stabili, con tutte le varianti agronomiche costituiscono il fondamento di un paesaggio agrario. i nuovi allevamenti intensivi fatti di grandi numeri, dove i disciplinari di produzione impongono modifiche paesaggistiche notevoli. Si pensi ai disciplinari di produzione del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano i quali uno prevede in massima parte l’altro in minima parte la presenza di insilato di mais, con le relative messe a cultura in una zona particolarmente ridondanti in altre appena accennate.

Non si può negare che le politiche agricole, la PAC, i regolamenti comunitari o italiani siano sempre più spesso i motori di un cambiamento, lento nei secoli rapido negli ultimi 50 anni. E’ così indiscutibile che gli allora contadini, gli imprenditori agricoli oggi, sono i veri custodi di quel paesaggio agrario già costruito in forma organizzata dai romani con la centuriazione, oggi percepibile in molte aree della pianura.

Come conciliare le esigenze economiche, con la biodiversità, con la salvaguardia della stratificazione archeologica e storica. Questo percorso di riflessione è uno dei compiti che si propone l’Associazione Ecomuseo, non in antitesi all’economia ma in una forma di accompagnamento comune che fa diventare un valore un paesaggio agrario nella sua millenaria composizione e che è il valore aggiunto che oggi da spessore ai tanti prodotti d’eccellenza che l’Italia produce.

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